Distruzione dei monumenti storici, un crimine di guerra

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E’ un avvenimento unico, storico, un’apertura sperata e attesa. Finalmente. Lo avevamo auspicato qualche tempo fa (http://www.ferraraitalia.it/il-fatto-caschi-blu-della-cultura-a-difesa-dei-beni-culturali-40418.html) e oggi la Corte Penale Internazionale (CPI) dell’Aia pare andare nella giusta direzione. Davanti a essa, infatti, è apparso per la prima volta, lo scorso 30 settembre, Ahmad Al Faqi Al Mahdi, accusato di aver commesso crimini di guerra nella città di Timbuktu, nel nord del Mali, attaccando e distruggendo monumenti storici ed edifici religiosi, tra il 30 giugno e il 10 luglio 2012. Per la prima volta nella storia, la Corte (tribunale internazionale, istituto nel 1998, competente a giudicare individui che abbiano commesso gravi crimini di rilevanza internazionale come genocidio, crimini contro l’umanità, crimini di guerra) persegue un imputato per il crimine di guerra di distruzione di monumenti storici ed edifici religiosi. Era ora. Un buon segno, un buon inizio, un passo necessario e urgente verso una tutela di beni dimenticati. Ma vediamo i fatti.

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http://www.ferraraitalia.it/il-fatto-distruzione-di-monumenti-storici-un-crimine-di-guerra-61699.html

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